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Di solito non vado ai mercatini

E pure non di solito: io abovvvvvvvo l’eccessivo pigia-pigia che inesorabilmente ci si incontra. Tanto per cominciare.
E poi non ci trovo mai niente: tutta la concentrazione volta a scansar genti e tutta l’energia vitale convogliata verso l’unico obiettivo della fuga più rapida ed indolore da cotanto inferno… non rimane un solo neuroncino da dedicare alla presa visione delle bancarelle.

Però però.
Ai mercatini ci va tanta gente.
(Per ciò io non ci vado.)
E tra tanta gente, qualcuna mi conosce. E mi porta i regalini dai mercatini. Tipo uno strano aggeggio venduto sotto il nome di schiaccianoci. Che però non ha troppo l’aria di uno schiaccianoci. Non quella che mi ricordavo, almeno.
Ho tentato di usarlo come schiaccianoci: dopo quattro mandorle quattro si è crepato. 

GLI SPACCANOCI ALLE MANDORLE AMARE

Ingredienti:

- 5-6 mandorle amare (leggi: quelle che si trovano nei noccioli delle albicocche) tritate
- 75g burro ammorbidito
- 75g zucchero (stavolta ho fatto 50g di quello bianco e 25g di quello buono buono - mascobado che trovo all’equoesolidale)
- 50g quaccheri
- 150g farina
- un goccetto di ginja (liquore portoghese alle ciliegie)
- sale, un pizzico
- lievito, mezza bustina

Preparazione:

Il burro con lo zucchero li lavoro a crema, poi incorporo il trito di mandorle.
Unisco quaccheri e farina, i primi così come sono e la seconda setacciandola. Entrambi incorporandoli un po’ alla volta, fino a che l’impasto si fa asciutto e sbricioloso.
Aggiungo il sale e ribagno con la ginja.
Mescolo mescolo non dimenticandomi il lievito.
Ora che l’impasto è maneggiabile - cioè non troppo appiccicoso - ci faccio i biscottini della mia forma preferita (stavolta li ho fatti a diti) e li dispongo sulla teglia del forno foderata di cartaporno.
Li cuocio per circa 15 minuti a 180°C, e son pronti.

Bom apetite

Si stava lì in un canto

VORREI MA NON POSSO

Ingredienti:

- 100g zucchero
- 1 uovo
- sale, un pizzico
- spezie a piacere (in qualità e quantità. io ci messo cannella, zenzero e curcuma, in quantità precisa precisa q.b.)
- 100-150g farina
- lievito, mezza bustina

Preparazione:

Ottenuta dapprima una crema dalla mescolanza di zucchero e uovo (col pizzico di sale che sempre l’accompagna), si procede all’aggiunta delle spezie. Infine, piano piano, si setaccia sul composto la farina e la si incorpora, fino a che l’impasto sia sufficientemente asciugato, in modo da essere maneggiabile senza appiccicare. Da ultimo si unisce anche il lievito.
Ora si possono ricavare dei biscotti dalle forme le più varie: si possono fare delle ciambelline, oppure dei salamotti da tagliare a fette, o ancora, stendendo la pasta, usarci poi delle apposite formine sagomate… io ho scelto la seconda, che ho detto.
Si dispongono sulla teglia del forno, opportunamente foderata di cartaporno, e si cuociono a 180°C per una quindicina di minuti, e son pronti.

Bom apetite

Una nota: la curcuma ha conferito ai biscotti un gradevole colore giallo.
Un’altra nota: con l’aggiunta di un grasso - penso ad un pochetto di burro, ma anche d’olio d’oliva - immagino possano uscire un po’ meno croccanti e un po’ più friabili o frollinosi. Non so, dovrei provare. Ad ogni modo, così son duretti, ma s’inzuppano che è una meraviglia.

La torta riluttante (ma buona, eh)

Questa ricetta me la sono inventata ispirandomi alla lettura di un librettino triste ma interessante: Il fondamentalista riluttante, di Mohsin Hamid (che ci hanno pure fatto un film).

TORTA PAKISTANA ALLA BANANA

Ingredienti:

- 75g burro
- 75g zucchero
- un uovo
- una banana (ben matura è meglio)
- 100g riso
- 6-7 baccelli di cardamomo essiccati
- farina, q.b.
- sale, q.b.
- lievito, mezza bustina

Preparazione:

Faccio bollire il riso in poca acqua (l’idea è che quando sarà cotto, l’acqua sarà stata tutta completamente assorbita. Se non funziona, pazienza: quella in eccesso la si scola via.)
Intanto, mentre il burro ammorbidisce in una ciotola, trito il cardamomo.
Quando il burro è morbido, unisco lo zucchero e lavoro a crema. Poi aggiungo la banana ed il tuorlo dell’uovo -  mentre l’albume lo monterò a neve con un pizzico di sale.
Unisco il cardamomo; frattanto il riso dovrebbe essere bollito e pure un pochino raffreddato: lo incorporo a cucchiaiate all’impasto. Per asciugare, volendo metto anche qualche cucchiaio di farina, ed infine il lievito. Da ultimo, l’albume montato a neve.
Fodero una teglia con della cartaporno, oppure la ungo di burro e la infarino, poi ci verso il composto ed inforno per un’oretta abbondante a 180°C. Ed è pronto.

Bom apetite

Padani scorbutici e violenti

A me ‘un me piace d’andà a Melegnano.
Un me piace no, perché a me a Melegnano me lègnano.

MELE RIPIENE: MELE RIFAI?

Ingredienti (per due persone più il disavanzo)

- 2 mele golden

- 200g farina
- 2-3 cucchiai olio di semi
- 1 uovo
- acqua tiepida, mezzo bichiere
- sale, un pizzico

- 15-20g burro
- 2-3 cucchiai farina
- 2-3 (+ altri 2-3) cucchiai zucchero
- 2 bicchieri (a occhio) latte
- cannella, q.b.

Preparazione

FASE 1: LA PASTA TIPO STRUDEL. In una ciotola si radunano gli ingredienti, cioè i du’etti di farina, l’acqua, il sale, l’uovo (meglio se si riesce a tenerne da parte una cucchiaiata, di uovo, se no pazienza) e l’olio di semi. Si mescolano in velocità fino ad ottenere un impasto liscio e non appiccicoso, che si lascia lì a riposare per una mezz’oretta. Meglio se al calduccio (io, per esempio, ho appoggiato la ciotola su un pentolino pieno d’acqua calda fumante, coprendo il tutto con un panno, tipo i suffumigi della nonna).

FASE 2: LA MELESEZIONE. Io questa fase l’ho così interpretata: ho tagliato le mele a metà, bisecandole lungo il piano contenente i due poli (culo e picciuolo). Poi ho tirato via il torsolo e scavato parte della polpa, che ho fatto saltare in una padella antiaderente, spolverata di zucchero (i primi 2-3 cucchiai della lista ingredienti) e con un’aggiuntina di du’ gocce d’acqua.

FASE 3: LA CREMA. In un padellino si fa fondere il burro, intanto ci si setaccia sopra la farina. Con una paletta si mescolano, poi si aggiungono lo zucchero (gli altri 2-3 cucchiai) e il latte, versandolo piano piano e continuando a mescolare. Si porta ad ebollizione e contestuale raggrumamento in crema (ma senza grumi), insaporita di cannella, se piace e se nel frattempo non ci si è dimenticati di aggiungerla.

FASE 4: ASSEMBLAGGIO. La pasta oramai ha riposato abbastanza: la si recupera e la si comincia a stendere a colpi di polpastrello (può essere d’aiuto ungerla con un poco d’olio). Si insiste in questa lavorazione fino a che non sia diventata sottile sottile, così sottile che un innamorato possa leggerci attraverso la lettera dell’innamorata (così manda la tradizione).
Ora si poggiano le semimele sulla pasta, di cui si ritaglia via un pezzo di dimensioni sufficienti all’uopo, cioè ad avvolgere poi dopo la semimela, quando la si sarà riempita, nell’incavo prima scavato, di cremosissima crema. Si ripete l’operazione per ciascuna delle quattro semimele e le si adagiano tutte quante sulla teglia del forno.

Forse al lettore attento non è sfuggito un particolare, ed ora si starà domandando: ma la polpa delle mele che ho fatto saltare in padella? Che ci faccio ora?

A me è andata così: la pasta e la crema erano troppe, rispetto alle quattro semimele, così le ho usate per farci dei cosi ripieni di crema e polpa di mela saltata (fino ad esaurimento ingredienti). Poi li ho spennellati con l’uovo che avevo tenuto da parte all’inizio.

Tutto in forno per una decina di minuti, o qualcheduno in più, a circa 180°C. Ed è pronto.

Bom apetite

Il mese delle fìnestre, delle òrecchie e delle scatòle

Aprìle.
Che con l’accento giusto sarebbe invece àprile.

Sta di fatto che piove, e chissenefrega verrà anche da dire.
Io me ne frego, tanto la corsetta l’ho fatta stamattina che non pioveva.
Poi per pranzo ho dato libero corso all’inventiva, ed eccone qua il risultato.

GRIGLIATINA DI MAIALE AL PEPE VERDE CON VERDURE FRESCHE E CREMINA AL LIMON

Ingredienti (per due persone):

- 7-8 pezzi di filetto di maiale
- bocconcini di salsiccia, ad libitum
- 1 cetriolo di grandezza ragionevole
- mais (quello delle scatolette, che credo sia al vapore), q.b.
- burro, farina, latte
- succo di mezzo limone
- sale, bacche di pepe verde

Preparazione

Ho pestato col pestabistecche i tocchetti di maiale, incastonandoci dentro, in questa operazione, qualche bacca di pepe verde (4-5 per pezzo). Il resto del pepe l’ho schiacciato, sempre col pestabistecche, ma usando più gentilezza.
Poi ho affettato sottile sottile il cetriolo, dopo averlo sbucciato, chiaramente. Un pezzetto - uno dei due culi - l’ho tenuto da parte e tagliato a tocchettini fini fini.
A questo punto metto sul fuoco la teglia per cuocere la carne ai ferri, anzi ai ferrrrri, che vien più buona, e un’altra padellina antiaderente per la crema.
Una volta scaldate, sistemo la carne nella griglia e la spolvero di sale (poi aggiungerò, ma solo alla fine, il pepe verde spiaccicato), nell’altra padella metto una fettina di burro - saranno stati circa 15-20 grammi -  e, quando è fuso, ci setaccio sopra due cucchiaiate di farina. Mescolo burro e farina con una paletta e ci verso a poco a poco del latte, continuando a mescolare. L’obiettivo è ottenere una crema non grumosa, cui unisco da ultimo il succo del limone, un pizzico di sale e i tocchettini fini fini di cetriolo.
Il resto del cetriolo, quello affettato, lo mescolo col mais e del sale in una ciotolina, e finalmente preparo i piatti: la carne, la verdura e la cremina in formazione triangolare.

Non era mica malaccio, dirò.

E bom apetite

Non comprare i mandarini a marzo

Promemoria.
Ma se proprio mi dimentico di ricordarmi del promemoria, ho già pronto il piano B per smaltire questi mandarini invadenti.

BISCOTTI AL MANDARINO DI MARZO

INGREDIENTI:
- 75g burro
- 75g zucchero (di canna, integrale, tipo mascobado, è sempre il migliore)
- 1 mandarino (scorza grattugiata e succo)
- 200g (circa) farina
- zenzero, q.b.
- sale, un pizzico
- lievito, mezza bustina

PREPARAZIONE:
Si lascia ammorbidire il burro (a temperatura ambiente o nel microonde), poi lo si lavora a crema con lo zucchero.
Si uniscono alla crema la scorza del mandarino ed il succo. Si mescola.
Si aggiungono zenzero e sale, poi si incorpora la farina a poco a poco, setacciandola. In un qualche momento di questa procedura ci si ricorda anche del lievito.
Ottenuto un impasto morbido e non più appiccicoso, lo si lavora a piacimento: si può stenderlo sul piano di lavoro e ritagliarne le sagome preferite dei biscotti; oppure si possono prendere piccoli pezzetti di impasto, lavorarli a bisciotti lunghi e spessi come un dito e richiuderli poi a ciambella; oppure si tolgono pezzi più consistenti dall’impasto, si lavorano a salamotto e poi lo si taglia a fette… de gustibus, de gustitreno, de gustitaxi, de gustitram…

Si dispongono i biscotti da trasporto sulla teglia del forno foderata di cartaporno, si infornano per una quindicina di minuti a 180°C ed è pronto.

Bom apetite

"Ancora una crostata", forse qualcun constata.

LA TORTA DEL FORNERO(*)

INGREDIENTI:

Per la frolla:
- circa 150g farina bianca
- 75g mix farine gialla e saracena (tipo quello per far la polenta taragna)
- 75g burro
- 75g zucchero
- acqua, sale, q.b.

Per la crema:
- 125g latte (+ una giunta successiva)
- 2-3 cucchiai cacao
- succo di 1 arancia
- cannella, ad libitum
- 3-4 cucchiai zucchero
- 50g farina
- 1 tuorlo + 1 albume montato a neve (con un pizzico di sale)
- 100g ricotta

PREPARAZIONE

Pastafrolla: dopo aver lasciato ammorbidire un pochino il burro a temperatura ambiente (o su un calorifero, per esempio), si aggiungono le farine, lo zucchero, il sale e, se serve, dell’acqua (ma sempre meglio aggiungerne una goccia alla volta, se no si impappa tutto quanto) e si lavora fino ad ottenere una palla di pasta liscia e non troppo appiccicosa. Si avvolge , volendo, in un canovaccio o con un po’ di pellicola per alimenti e si lascia riposare in frigorifero per almeno un quarto d’ora.

Crema: frattanto, in un pentolino si fa intiepidire il latte con il succo d’arancia, la cannella ed il cacao, ma giusto intiepidire, senza portare a bollore. In una ciotola si mescolano il tuorlo con la farina, poi la ricotta e lo zucchero. Si unisce a tal composto il latte intiepidito e si mescola fino a far sparire i grumi: e qui può risultare necessaria la giunta di latte di cui dicevo più sopra.
Si versa di nuovo tutto quanto nel pentolino e si porta a raddensare su fiamma moderata. Poi si lascia raffreddare.

Assemblaggio: si stende la pastafrolla in una teglia, che può essere preventivamente foderata di cartaporno oppure imburrata ed infarinata (ma non entrambe le cose, che son ridondanti).
Si recupera la crema, che intanto dovrebbe essersi raffreddata, e le si incorpora piano piano piano piano l’albume montato a neve; poi finalmente si versa la crema sulla pasta e, se ne sono avanzati dei ritagli (di pasta, non di crema) si decora la crostata ad estro e fantasia estemporanei.

Si cuoce in forno a 180° per una trentina almeno di minuti, ed è pronto.

Bom apetite

(*) Del fornero, o di Fornero, o semplicemente torta-fornero, perché c’ha la figa in fronte.

Perfettibile, ma non malaccio

Ho modificato la ricetta di una ciambella al cioccolato farcita di crema per renderla compatibile agli ingredienti che avevo in casa.

Ne è venuto fuori un bel parallelepipedo marrò, non male ma un po’ asciutto (ecco perché la ricetta suggeriva di bagnare la ciambella con una bagna, prima di farcirla. Ma a me la parola “bagna” proprio mi ripugna, e così… eccoci qua.)

TORTA DI CACAO CON MARMELLATA D’ARANCE

INGREDIENTI:

- 2 uova
- 100-130g zucchero (il mascobado è sempre il migliore)
- 180g farina (bianca)
- 50g farina gialla (quella per fare la polenta)
- 6-8 cucchiai quaccheri
- 30-40g cacao
- 1 bustina lievito
- latte (se serve), q.b.
- sale, un pizzico
- marmellata d’arancia, q.b.
- cannella (se piace)

PREPARAZIONE

Delle due uova metto da parte un albume montato a neve con un pizzico di sale, il resto lo lavoro a crema con lo zucchero.
Unisco alla crema, a poco a poco, la farina, setacciandola, la farina gialla e i quaccheri. Poi il cacao e termino con il lievito, setacciandolo pure lui, così non fa grumi.
Incorporo piano piano piano l’albume montato a neve, e se l’impasto dovesse rimanere troppo compatto, diluisco con un goccino di latte (meglio partire con goccini microscopici e poi eventualmente aumentare, se serve).

Verso tutto in una teglia (imburrata e infarinata o - forse è più pratico, date le operazioni che verranno poscia  - foderata di cartaporno) e inforno per una trentina di minuti a 180°C.

Una volta cotta, tolgo la torta dal forno, e già che ci sono magari anche dalla teglia, lascio raffreddare per qualche tempo, poi la taglio più o meno a metà, a formare due strati (come se volessi farmici un panino).
Spalmo sullo strato inferiore (lo posiziono già sul piatto di portata) un bel quantitativo (a gusto) di marmellata d’arance (in casa avevo quella, e mi pareva che col cacao ci azzeccasse abbastanza); spolvero la marmellata di cannella (se piace); appoggio sopra la marmellata lo strato superiore della torta e rispolvero, volendo, di cannella.

E bom apetite

PS. L’impasto forse era troppo asciutto, o forse la cottura troppo prolungata (l’ho un po’ lasciata lì al suo destino, nel forno spento ma ancora caldo, dopo che erano trascorsi i trenta minuti), o forse aveva proprio ragione il ricettario (che però ho un pochino modificato) e ci voleva l’intingolo per intridere. Insomma, si potrebbe provare a bagnarla, che so, di caffè, oppure di qualcosa all’arancia (succo o un liquore), o con del latte, o acqua e zucchero…

Giochi per i grandi

Sempre difficile propinare le badingiane ai bambini.
In ispecie ai bambini grandi.

Ma… SI PUO’ FARE!!!!!!!

Ho appena scoperto un modo nuovo - almeno, nuovo per me, poi magari, ho idea, sarà vecchio almeno almeno come il fritto…

BADINGIANE PER BAMBINI GRANDI

INGREDIENTI (per due persone, di cui una bambino grande):

- circa mezza badingiana
- pangrattato e farina, q.b.
- una salsa a scelta tra teriyaki, worchester et similia (io avendo in casa queste due ho sperimentato queste, poi de gustibus)
- sale, q.b.
- altri aromi, se si vuole 
- olio per friggere (e burro, se si vuole) 

PREPARAZIONE

Si taglia la badingiana a striscioline, per esempio ricavandone prima delle sezioni trasversali e poi strisciolinando le suddette.
Si bagnano le striscioline di badingiane con la salsa prescelta: io ho usato una scodella, ci ho versato circa un dito di salsina, poi poche alla volta ci immergevo le striscioline.
Si trasferiscono poi le striscioline in un piatto\ino precedentemente approntato, pieno di un miscuglio fifty-fifty di farina e pangrattato, più un pizzichino di sale che non guasta (eventualmente gli altri aromi, ma si possono anche sciogliere nella salsa, se no).

PREPARAZIONE, QUICK VERSION:
In altre parole, si panano le striscioline di badingiana, bagnandole con la salsa anziché con il classico uovo per panature. 

Infine, si friggono le striscioline di badingiana panate in olio ben caldo, volendo aggiungendoci pure una fettina di burro, che piace, sì.

Si asciugano con l’apposita cartadafritto e si servono come contorno all’ignaro bambino grande.

CHICCA FINALE: dovesse casomai avanzare del mix di pangrattato&farina, non buttatelo via che oramai ai bambini (grandi e piccoli) del Biafra altro che fischiare le orecchie…
Mescolate il rimasuglio con della salsa (partite con poca, poi si fa sempre in tempo a far la giunta), ottenendo una sorta di pastella compatta. Lavoratela a palline e friggete pure quelle: il bambino grande ne sarà entusiasta.

Ah, per chi non lo sapesse, badingiana è antica dicitura per melanzana (che pe’ fa’ i ziti co’ ‘e melenzane ce vojono i ziti e ‘e melenzane, ma in questo caso invece so’ mejo ‘e badingiane).

Bom apetite

Non dire gatto, perché è una parolazza

TORTAGATTA ALLE DUE CREME

INGREDIENTI:

Pastafrolla:
- 1 tuorlo
- 50g burro
- 50g zucchero
- 200g farina
- acqua tiepida, q.b.
- sale, un pizzico

Crema 1 alla ricotta:
- 125g ricotta
- 2-3 quadrati di cioccolato (io avevo quello al latte con le nocciole, che ho estratto e tritato)
- 1 albume
- cannella, ad libitum
- sale, un pizzico

Crema 2 al cacao:
- 2-3 cucchiai di cacao
- 2-3 cucchiai di farina
- 1 bicchiere abbondante di latte (circa 150cl)

PREPARAZIONE:

Pastafrolla.
Si fa ammorbidire il burro in una ciotola, a temperatura ambiente o con il microonde, si unisce lo zucchero e si lavora a crema. Poi si setaccia sulla crema la farina, si uniscono il tuorlo, il sale e, se serve, un po’ d’acqua (sempre meglio metterne pochissima, un cucchiaio alla volta, poi eventualmente aggiungerne in seguito): l’obiettivo è ottenere una pasta soda e liscia, da lasciare in frigo a riposare per una mezz’oretta.

Crema 1.
Mentre la frolla riposa in frigo, facciamo fondere il cioccolato a bagnomaria, oppure lo ammorbidiamo al microonde. Uniamo l’albume per ottenere un’emulsione cremosa, poi la cannella, il sale, le nocciole tritate e la ricotta e amalgamiamo il tutto.

Crema 2.
Lasciata momentaneamente al suo destino la prima crema, dedichiamoci alla creazione della seconda: in un pentolino setacciamo cacao e farina, uniamo il latte e portiamo ad ebollizione a fuoco lento, continuando a mescolare con una frusta o una paletta di legno, fino a che non si sia rappresa (un po’ come la besciamella).

Assemblaggio.
Uniamo le due creme in una ciotola.
Recuperiamo dal frigo la frolla e stendiamola  con un mattarello, tirandola ad uno spessore di circa 3 mm.
Disponiamo in una tortiera bassa, di quelle per crostate, la frolla stesa, con sotto un foglio di cartaporno (in alternativa possiamo ungere di burro ed infarinare direttamente la tortiera, ma poi sarà più complicata l’operazione di stortieramento della torta).
Teniamo da parte i ritagli di pasta per le decorazioni e versiamo le due creme sulla frolla.
Decoriamo a piacimento e inforniamo a 180°C per circa 25 minuti. Ed è pronto.

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Bom apetite