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Posts tagged: limone

Le figlie del polpo

POLPETTE AGLI ANACARDI

INGREDIENTI (per una quindicina di polpette)

- 50g tra anacardi e noci brasiliane
- 50g burro
- 50g zucchero
- 200g (circa) farina
- mezzo limone (succo)

PREPARAZIONE

Si sciacqua via il sale dagli anacardi, qualora fossero quelli salati. Poi li si tritano grossolanamente, o anche rozzolanamente, così come le brasiliane nude, e il tutto si fa tostare in una padella antiaderente per duetre minuti.
Frattanto il burro lo si è lasciato a temperatura ambiente acciocché si potesse ammorbidire: così ora lo si può lavorare a crema con lo zucchero.
Si unisce poi la frutta secca ed il succo del limone, da ultima la farina, setacciandola sul composto poco alla volta.
Qualora l’impasto risulti troppo asciutto per stare insieme, lo si può bagnare con poche pochissime gocce d’acqua.
Ottenutane una palla il più possibile liscia (nei limiti consentiti dai pezzettoni di frutta secca), se ne cavano delle palline e le di dispongono sulla teglia del forno, foderata di cartaporno.
Si cuociono a 180°C per 10-15 minuti, e son pronte.

Bom apetite 

Vivalitalia

Com’è buona com’è bella
la crostata alla nutella
è un parere condiviso
che sia buona anche col riso.

CROSTATA ARTUSIANA NUTELLA&RISO

INGREDIENTI

Per la pasta, vedere qui.

Per il ripieno: (dosi a occhio)

-  50g riso (io avevo in casa il vialone, credo)
- 100g (cioè, intendo 3-4 cucchiaini belli belli belli carichi) nutella
- pangrattato, q.b. 

PREPARAZIONE

Per la pasta, vale il link di cui sopra.
Per il ripieno: faccio tostare il riso nudo e crudo in una padella antiaderente per un 3-4 minuti, fino a che diventi opaco, magari poco abbrustolito, e profumato.
Poi ci verso piano piano dell’acqua calda e leggermente salata, fino a ricoprirlo, abbasso la fiamma, metto un coperchio sulla padella e lo lascio lì tranquillo a cuocere nel suo brodo. Eventualmente aggiungo acqua, a mano a mano che viene assorbita.
E ora viene il bello: sempre tenendo il fuoco basso, unisco le cucchiaiate di nutella al riso, faccio fondere e mescolo per ottenere una crema grumosa.
Lascio raffreddare.

Intanto stendo la pasta in una tortiera bassa, da crostata, ad uno spessore di circa 2 mm. Ci verso il ripieno, lo livello con un cucchiaio (magari leggermente inumidito), lo spolvero di pangrattato, volendo dargli quel tocco di vitalità in più, e inforno a 180°C per 25-30 minuti. Ed è pronto.

Bom apetite

2in1

Prima ricetta: CROSTATA CON LE PESCHE, ALLA MANIERA DELL’ARTUSI

INGREDIENTI:

Per la pasta:

-200g farina
- scorza grattugiata di mezzo limone
- 70g burro
- sale, un pizzico
- latte, q.b. (giusto per intridere)

Per il resto:

- 1-2 pesche, possibilmente mature e sbrodolose
- zucchero, meglio se integrale di canna 

PREPARAZIONE

Pasta. Si lascia ammorbidire a temperatura ambiente il burro tagliato a tocchetti, poi lo si lavora con gli altri ingredienti fino ad ottenere una pasta liscia e soda. 
Si stende la pasta ad uno spessore di un paio di millimetri, non di più (quell’infame dell’Artusi diceva “allo spessore di una moneta da 5 lire”. E quell’ancora più infame del curatore dell’edizione dell’Artusi in mio possesso, nella nota, specificava di tale moneta il materiale ed il peso. Mi avesse almeno dato il diametro, magari allo spessore ci risalivo con due conti, ma così…. eccheccacchio)

Resto. Si tagliano a fettine sottili (o anche in altro formato, de gustibus) le pesche e le si distribuiscono sopra la pasta stesa nella tortiera (quella bassa, da crostata).
Poi si cosparge il tutto abbondantemente di zucchero, e si inforna per una mezz’oretta (ma meglio tenere d’occhio la cottura in fieri)  a 180°C, ed è pronto.

Bom apetite

Seconda ricetta: FINTE PIZZETTE CON LE BANANE, ISPIRATE UN PO’ ALL’ARTUSI

INGREDIENTI (per una ventina, forse venticinque, pizzette)

Per la pasta: come sopra.

Per il resto:

- un paio di banane ben mature
- zucchero integrale di canna, 3-4-5…. (quanti se ne vogliano) cucchiai 
- succo di (circa) mezzo limone 

PREPARAZIONE

Pasta. Come sopra. Volendo, si può sostituire la scorza del limone con qualche goccia di succo (ecco perché poi nella lista degli ingredienti del “resto” ho scritto “(circa) mezzo limone”).

Resto. Tagliare le banane a tocchetti, volendo spappolarle con una forchetta prima di metterle sul fuoco, in un pentolino insieme con lo zucchero e il succo di limone.
Si fa scaldare il tutto fino a che lo zucchero si sia ben disciolto nel succo di limone e si sia ottenuta una bella poltiglia papposa, che si lascia raffreddare.

Frattanto, dalla pasta - stesa al solito spessore di una moneta da 5 lire - si ricavano dei dischetti del diametro di un sottobicchiere da rosolio del ‘35. Oppure del diametro del bicchiere o tazzina che si decida di usare all’uopo. (Il mio era sui dieci centimetri, credo.) Indipendentemente dal diametro, li si depositano sulla teglia del forno.
Si versa una cucchiaiata di sbobba alle banane nel centro di tali dischi, lasciando un mezzo centimetro di bordo.
[Se si teme che in cottura il ripieno se ne vada tutto a spasso per la teglia del forno, si può far finta di creare dei cestini, per esempio quadrati, sollevando il detto bordo e schiacciandolo in quattro punti, a due a due diametralmente opposti, in modo da appiccicarne insieme due brevi tratti (chiaro, no?). Ma tanto poi si scolleranno, quindi tanto vale.]
Si inforna il tutto - indipendentemente dalla forma assunta - a 180°C per una decina di minuti, ed è pronto.
Volendo, tocco finale (che è ‘a morte sua): prima di servirle, cospargere le pizzette di zucchero (rigorosamente di canna, possibilmente integrale) e caramellarlo per far quella crosticina vetrosa che mammamiachebbuonacheè….

E bom apetite

Crema, però catalana

Tanto tempo fa, quando si era giovani e inesperti del mondo, un amico si ritrovò per caso a cena in un ristorante, a svariate centinaia di chilometri da casa.
Giunto l’atteso momento del dolce, il cameriere cita, nell’elenco delle specialità della casa, una non meglio specificata “crema catalana”.
L’amico in questione, incuriosito dalla novità, domanda delucidazioni al cameriere, che, colto alla sprovvista, non sa far meglio che andare a chiedere al cuoco.
Ritorna, e fiero di aver raccolto le informazioni richieste, snocciola lì all’amico in attesa: “Eh… il cuoco dice che è una crema… però catalana!”
Al che l’amico non ha potuto far altro che farsela portare, assaggiarla e decidere lui.
E decise che era buona.

Ci raccontò poi, rientrato dal viaggio, l’intero aneddoto, rendendoci a nostra volta morbosamente curiosi e desiderosi di assaggiare, prima o poi, questa misteriosa cremaperòcatalana.

Finalmente dopo anni l’ho trovata in un ristorante. Poi da quella volta l’ho ritrovata in un’infinità di altri ristoranti.
E adesso me la so pure fare da me, a casa e quando mi parepiace.

CREMAPERòCATALANA

INGREDIENTI (per due persone)

-  2 tuorli

- 70g zucchero

- un cucchiaio di farina (o amido di mais)

- 250ml latte

- cannella ad libitum (in polvere o stecche è quasi uguale)

- scorza grattugiata di mezzo limone

- zucchero di canna per caramellare la superficie

PREPARAZIONE

Si fa scaldare in un pentolino il latte con la cannella e la scorza di limone.
Frattanto si lavorano a crema i tuorli e lo zucchero, poi si aggiunge la farina, setacciandola è meglio.
Infine, a filo, si versa il latte e si mescola bene il tutto.

Si rimette tutto quanto nel pentolino e, mescolando continuamente, si porta a bollore: al momento giusto, il latte improvvisamente si addenserà e bisognerà aumentare il ritmo di mescolamento, onde evitar la formazione di grumi.

Si versa la crema fumante nelle coppette o nei contenitori da portata, la si lascia raffreddare a temperatura ambiente e successivamente in frigo.

Il tocco finale, appena prima di portare in tavola: la crosticina di zucchero caramellato. La si ottiene facilmente se si è in possesso di apposito strumento magico che caramella lo zucchero. Altrimenti, leggende metropolitane dicono che si possa procedere in due modi almeno: il primo consiste nel bagnare lo zucchero con dell’alcol e poi dargli fuoco con un semplice accendino. Il secondo invece prevede l’utilizzo del grill del forno.
Li ho provati entrambi, più volte, e ho sempre fallito… ma ora posseggo un fantastico microsaldatore, acquistato in un negozio di bricolage, e il potere è con me!

   

E bom apetite

Due precisazioni.
La prima: tra la cannella in polvere e quella in stecche la seconda è da preferirsi se si vuole mantenere inalterato il colore della crema, ché la stecca di cannella verrà rimossa e non lascerà traccia visibile (ma solo gustabile ed odorabile) di sé. La cannella in polvere, invece, scurirà il latte e conseguentemente la crema risulterà più tendente al marroncino.

La seconda: il microsaldatore l’ho comprato un anno fa in un negozio di bricolage, spendendo in totale una cifra che, ai tempi, era circa un quarto di quella che mi avrebbero chiesto in un negozio di articoli da cucina per vendermi uno strumento tecnicamente identico ma spacciato per “appositamente approntato all’uopo”.

Mela melone melassa…

… sempre meglio della successione imbarazzante che si può trovare sul dizionario - almeno sullo Zingarelli, ai miei tempi, c’era - che vede comparire, nell’ordine, i lemmi

merda, s.f.

merdoso, agg.

merenda, s.f.

Scherzi dell’alfabeto…

Ma passiamo ad argomenti più gradevoli, profumati e adatti per l’ultimo - e soltanto l’ultimo - dei tre sopraccitati lemmi.

  

TORTA AL MELONE

INGREDIENTI

- 75g burro

- 40g + 1 cucchiaio (circa) zucchero

- 40g miele

- 1 uovo

- scorza grattugiata di mezzo limone

- 200g melone (già pulito)

- 150g farina

- mezza bustina lievito

- sale, q.b.

- cacao amaro, q.b.

PREPARAZIONE

Tagliare il melone a dadolini e farlo cuocere in una padella con una cucchiaiata di zucchero e, se serve, un goccino d’acqua. Coprire con un coperchio e lasciare su fiamma moderata fino a che si sia ammorbidito.

Intanto, lavorare a crema il burro ammorbidito con lo zucchero e il miele; unire l’uovo intero, la scorza del limone e il pizzico di sale.

Setacciare sull’impasto, poco alla volta, la farina ed il lievito. Da ultimo unire il melone: se il composto risultasse troppo diluito, asciugare con uno o due cucchiai di farina.

Versare il tutto in una teglia imburrata e infarinata, o foderata di cartaporno.

Spolverare la superficie della torta con il cacao.

Cuocere in forno a 180°C per 40-45 minuti (controllare comunque sempre con lo stecchino che l’interno sia asciugato). Ed è pronto.

Bom apetite

Pranzo filo-governativo

Un bel primo Mariomonti:

PIZZOCCHERI CON TOTANI E VERDURE IN PADELLA

INGREDIENTI (per due persone):

- 150g pizzoccheri

- 1 carota bella grossa, se no due

- 1/4 di cipolla

- succo di mezzo limone, o anche meno

- una dozzina di totani

- farina gialla e bianca, q.b.

- sale, peperoncino (se piace)

PREPARAZIONE

Si fan bollire i pizzoccheri in acqua salata.

Frattanto si taglia la carota a bastoncini, di lunghezza a piacere, per esempio un 3 cm, toh. E si affetta la cipolla. E si tagliuzzano a tocchetti i totani.

Si scalda una padella con un filo d’olio, poi si mettono a rosolare cipolle e carote. Quando le cipolle cominciano ad imbiondire si aggiungono anche i totani, e si sfuma il tutto col succo di limon.

Si aggiusta di sale, e volendo di peperoncino, si bagna con poca acqua di cottura dei pizzoccheri e si copre, lasciando cuocere per una decina almeno di minuti.

Se si è esagerato con l’acqua di cottura, nessun problema: si asciuga il sughetto spolverandolo con un misto di farina bianca e gialla.

Quando i pizzoccheri son cotti, si scolano e si buttano in padella con il condimento, spolverandoli ulteriormente con le farine: si fa saltare e si mescola per benino per qualche minuto, ed è pronto.

Bom apetite

PS. Ovviamente l’idea dello spolvero con le farine nasce dal fatto che gli altri totani - che mica ne ho comprati dodici, eh! - li ho ricoperti con il suddetto mix (2 cucchiai di farina gialla e 1 di bianca), insaporito con sale e peperoncino, poi messi in una teglia e autografati con un filo d’olio d’oliva e infornati per una ventina di minuti a circa 180°C, per servirli come antipasto.

Questa proprio me la sono inventata…

… e devo dire che mi è piaciuta (sempre senza modestia, che lascia il retrogusto).

Dunque la condivido: male non può fare.

LINGUINE BURRO&SALVIA CON COPPA E ZUCCHINE

INGREDIENTI (per una persona)

- 80g linguine

- 1 zucchina (mezza, se grossa. ma poi va a gusto)

- qualche fetta di coppa (4? 5? 6? …10? come per la zucchina)

- salvia (se fresca, 2-3 foglie tritate, se essicata e già tritata, due-tre prese) (o tanto quanto le zucchine, volendo) (scherzo)

- burro, q.b.

- succo di limone, poche gocce

- sale

PREPARAZIONE

Mentre si fa bollire l’acqua salata per la pasta, si comincia a tagliare la zucchina a rondelle sottili e sminuzzare la coppa a brandelli (un po’ di violenza in cucina alle volte non guasta).

Quando l’acqua bolle e si può buttar la pasta, si inizia a far scaldare in padella un poco di burro, in cui andranno rosolate le zucchine, e successivamente - quando avran preso un po’ di colore - anche la coppa.

Quando anche la coppa comincia a raggrinzire, aggiungiamo il sale e la salvia, spruzziamo con qualche goccia di limone e bagniamo con mezzo mestolo di acqua di cottura della pasta: mescoliamo per bene e lasciamo andare a fuoco moderato, coprendo con un coperchio e aggiungendo acqua di cottura se necessario.

Quando le linguine sono cotte, le scoliamo e le buttiamo in padella: lasciando su fiamma bassa, mescoliamo per benino e facciam fare un paio di salti, ed è pronto.

Bom apetite

Che palle……

Su un tavolo da biliardo semovente troverete tutto ciò che occorre per la ricetta di oggidì: bilie, buca e ruote. Also known as: palline, conca, rotelle. Che, dette alla svelta diventano:

LE PALLINE CON CAROTE

INGREDIENTI (per la solita ventina-venticinquina de biscuits):

- 50g burro

- 70g zucchero (magari quello strabuono di canna integrale)

- 20g olio d’oliva

- 1 tuorlo

- sale, un pizzico

- cannella e noce moscata (ad libitum)

- scorza grattugiata di mezzo limone (e poco succo)

- 125g carote

- 75g (a occhio) farina

- 75g (a occhio) quaccheri

PREPARAZIONE.

Lavorare a crema il tuorlo con l’olio e lo zucchero. Unire il tuorlo col pizzico di sale.

Aggiungere le carote grattugiate, scorza e succo (poche gocce) di limone con le spezie.

Asciugare l’impasto con cucchiaiate alterne di farina e quaccheri, fino a renderlo maneggiabile (non troppo appiccicoso sulle mani).

Questo perché ora s’ha da farci delle palline, disporle sulla teglia del forno e farle cuocere a 180°C per una ventina di minuti. Ed è pronto.

Bom apetite

Vari(eg)azione sul tema

Niente da fare, è più forte di me: quando vedo la ricetta di una torta la devo fare. Ma soprattutto, la devo fare diversa. Sia pure in un minuscolo particolare, ma diversa. Non ce la fo, a seguire le istruzioni non ce la fo.

Evvabbeh…

TORTA PATATAO

INGREDIENTI:

Per la torta

- 100g burro

- 100g zucchero di canna integrale

- mezzo limone (la scorza grattugiata)

- 1 uovo

- 100g farina

- 100g patate grattugiate

- mezza bustina di lievito; sale

- succo d’arancia, q.b.

Per la copertura

- 50g cioccolato fondente

- 1 o 2 cucchiaini di farina

- latte, q.b.

PREPARAZIONE:

Per la torta: lavoro a crema lo zucchero con il burro ammorbidito e la scorza di limone. Unisco il tuorlo, poi a manciate la farina setacciata insieme al lievito, infine le patate.

Un trucco: per evitare che la presenza delle patate renda l’impasto eccessivamente umido, una volta grattugiate è meglio lasciarle in un colino a sgocciolar via una buona parte della loro acqua. (L’ho letto su un libro di ricette e ne ho fatto tesoro: te-so-ro!)

Tiremm innanz: incorporo nell’impasto l’albume montato a neve con un pizzico di sale, piano piano perché non si smonti.

A questo punto divido l’impasto in due parti, ad una delle quali aggiungo il cacao, e ad entrambe una goccia di succo d’arancia per ammorbidire.

Ora arriva la parte più divertente: travaso in teglia con tecnica per ottenere la variegatura. Io ho fatto così: anzichè versare i composti alla maniera classica, li ho gettati nella teglia (imburrata e infarinata, oppure foderata di cartaporno) a cucchiaiate, un po’ bianche, un po’ nere, formando delle chiazze bicolori che poi ho ulteriormente mischiato nell’appiattire l’impasto col cucchiaio. Beh insomma, a parole pare complicato, ma a farlo dà soddisfazione, piuttosto e anzichenò.

Finalmente inforno in forno, già caldo, a 180°C per circa 30 minuti, ed è pronta. La torta.

Ora però va ricoperta: fondo a bagnomaria in un pentolino il cioccolato; quando è completamente fuso aggiungo la farina e un goccio di latte (più o meno abbondante, il goccio, a seconda che si desideri una crema più cioccolatofondentosa o più cioccolatolattosa. de gustibus). Lasciando sempre il pentolino sulla fiamma, mescolo con una spatola per ottenere una crema liscia e morbida.

Una volta sfornata la torta e trasferita sul piatto di portata, la spalmo con la crema di cioccolato su tutta la superficie, lascio raffreddare e rapprendere, ed è pronto davvero, stavolta.

Bom apetite

Ho capito! La cannella s’abbina con l’abbrustolito

Ecco finalmente la rivelazione, quando ti passa per la testa quella parolina che non riuscivi a recuperare, lì lì sulla punta della lingua, ma vai a sapere qual era… e poi, finalmente, otto ore dopo e senza un motivo apparente, eccola lì: aaaaaaaaaah che sollievo.

Sì, è andata così. Intanto che mi preparavo il mio pranzo in solitaria rapido e scattante che poi dovevo uscire.

Insomma, la ricetta d’oggi è questa qua:

INSALATA DI BULGUR CON QUEL SAPORE UN PO’ COSì

INGREDIENTI: (per una persona, e che magari ha anche un po’ fretta)(ma non troppa)

- 50g bulgur (in alternativa penso possa andare anche del couscous, ma bisogna provare)

- mezza zucchina

- qualche fetta (a piacere) di prosciutto crudo

- succo di limone q.b.

- cannella

- sale

PREPARAZIONE:

Si comincia facendo bollire per almeno 10 minuti il bulgur in acqua salata (come per far la pasta). 

Frattanto, tagliamo la zucchina a listarelle, delle dimensioni di una patatina a bastoncino (insomma, un parallelepipedino lungo e stretto, ecco) e sfilacciamo le fette di prosciutto in pezzettini. Buttiamo in padella, dopo aver portato un filo d’olio all’adeguata temperatura, le zucchine e le lasciamo sfrigolare e rosolare, così ce ne godiamo anche il profumo (niente a che vedere con quello di quando le si fanno bollite…). Poi aggiungiamo il crudo, sfumiamo con un goccio di succo di limone, una punta di sale e una bella spolverata di cannella: perché si distribuisca per benino bagniamo il tutto con qualche cucchiaiata dell’acqua di cottura del bulgur, e lasciamo andare a fiamma moderata per qualche minuto.

Una volta cotto il bulgur, lo scoliamo e versiamo in padella, facciamo saltare due minuti col resto degli ingredienti ed è pronto.

E bom apetite

ps: qui potete scoprire qualcosa di più sul bulgur, questo sconosciuto